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E' nato il coordinamento dei parlamentari del PD
Contro la precarietà e per una flessibilità sicura.
Promosso dall’associazione 20 Maggio Flessibilità Sicura, il
coordinamento sarà guidato dal portavoce dell’Associazione Riccardo
Sanna assieme a Tiziano Treu e Cesare Damiano, rispettivamente vice
presidente Commissione lavoro Senato e capo-gruppo Commissione lavoro
Camera ed Enrico Letta Ministro Ombra del Welfare.
Affermano gli esponenti del Coordinamento (www.tutelareilavori.it)
"Soprattutto dopo il cosiddetto emendamento anti-precari, e il
complessivo contenuto della manovra economica dell’attuale Governo, è
necessario non perdere di vista una reale e praticabile lotta alla
precarietà. Vanno tutelati i lavoratori che subiscono abusi dando
nuovamente la possibilità al giudice di farli assumere stabilmente
evitando la precarietà a vita e vanno difesi gli oltre 150 mila precari
della pubblica amministrazione per i quali si sono cancellati i processi
di stabilizzazione già avviati e verso cui si
prospetta il licenziamento poiché molti di loro lavorano da più di 3
anni con lo stesso Ente. Contemporaneamente il Governo ha anche esteso
le norme per assumere nuovi precari."
" La flessibilità per non essere precarietà deve saldarsi alle
indispensabili tutele sociali e sul lavoro che vanno garantite a tutti i
lavoratori a prescindere dalla forma d’impiego.
Precise le proposte del coordinamento Contro la precarietà e per una
flessibilità sicura (contenute integralmente nel documento in allegato)
messe a fuoco in stretto rapporto con chi subisce l'effetto di una
precarietà senza regole e in cui l'abuso e lo sfruttamento prevalgono
mettendo in difficoltà tanti giovani, ma anche tanti adulti e in
particolare le donne.
1. Per impedire gli abusi è necessario fermare la concorrenza sleale tra
imprese. Un obiettivo raggiungibile attraverso l’aumento del costo del
lavoro flessibile: deve superare quello del lavoro stabile. Bisogna
quindi agire contemporaneamente sui costi previdenziali, sull’aumento
delle prestazioni sociali, sull’aumento e la determinazione contrattuale
o per legge dei compensi. A tal fine, è necessario introdurre un salario
minimo (di almeno 1.100 € netti mensili, ma anche stabilire un
corrispettivo per giornate e ore lavorate così da garantirne una più
efficace ed ampia applicazione). Inoltre, devono essere permanenti gli
incentivi per le assunzioni stabili di lavoratori con contratto atipico
o a termine, come quelle previste dal Governo Prodi per le
stabilizzazioni sia nel pubblico impiego che nel privato.
2. Per sostenere e tutelare le persone bisogna dare dignità a tutto il
lavoro. Devono essere estese a tutti i lavoratori tutele sociali forti,
indipendentemente dalle tipologie contrattuali con cui si svolge la
propria attività: malattia, maternità, indennità di disoccupazione,
formazione, accesso al credito. Non da ultimo occorre porre rimedio alla
mancanza del TFR e, di conseguenza, alla mancata possibilità di
costituire una pensione integrativa per tutti i lavoratori iscritti alla
gestione separata dell’Inps “Parasubordinati”. È possibile intervenire
esentando dall’imposizione sui redditi (IRE) una quota della
retribuzione annua lorda dei parasubordinati (co.co.co e co.co.pro.) e
una quota del fatturato annuo lordo dei professionisti e prestatori
d’opera a condizione che queste risorse confluiscano in unfondo
pensionistico contrattato.
3. Per evitare il dumping sociale occorre tutelare le prestazioni
d’opera con partita Iva individuale. È necessario approvare norme che
preservino il vero lavoro professionale, come fatto recentemente da
Spagna e Germania, interrompendo i numerosi abusi oggi presenti e
tutelando le prestazioni d’opera anche dal punto di vista sociale.
Occorre inoltre ridefinire il prelievo previdenziale dei lavoratori con
Partita Iva individuale, oggi a loro totale carico e di gran lunga
superiore a quello degli altri lavoratori autonomi senza, per altro, che
siano inclusi in gran parte delle tutele sociali per le quali pagano
(malattia, maternità, congedi parentali, formazione).
In programma diversi incontri in alcune feste Democratiche e dell'Unità
e, per settembre, 2 appuntamenti: la prima riunione del coordinamento
dei parlamentari contro la precarietà che dovrà valutare le iniziative
d’elaborazione e di iniziativa pubblica da promuovere e un seminario
sulle partite Iva Individuali e le Professioni non regolamentate che si
terrà a Milano.
Gli attuali parlamentari aderenti all’Associazione e al coordinamento
sono:
On. DAMIANO CESARE, Sen. TREU TIZIANO, On. LETTA
ENRICO, On. BELLANOVA TERESA,
On. BARETTA PIER PAOLO, On. BERRETTA GIUSEPPE, SEN. BIONDELLI FRANCA,
On. BOCCUZZI ANTONIO, Sen. CASSON FELICE, On. CODURELLI LUCIA,
Sen. DI GIROLAMO LEOPOLDO, On. GATTI MARIA GRAZIA, Sen. GHEDINI RITA,
On. GNECCHI MARIALUISA, On. MADIA MARIA ANNA, On. MATTESINI DONELLA,
On. MANTINI PIERLUIGI, Sen. MERCATALI VIDMER, On. MIGLIOLI IVANO,
On. MOSCA ALESSIA, On. MOTTA CARMEN, Sen. MUSI ADRIANO, Sen. NEROZZI
PAOLO, Sen. PASSONI ACHILLE, Sen. PINOTTI ROBERTA, On. RAMPI ELISABETTA,
Sen. ROILO GIORGIO, On. MARILENA SAMPERI, On. SCHIRRU AMALIA,
Sen. SOLIANI ALBERTINA.
L’associazione 20 Maggio Flessibilità Sicura, si è costituita nel 2007 -
all’interno del Forum del Lavoro del Partito Democratico - con
l’adesione di parlamentari, dirigenti sindacali, ricercatori, persone
legate all’associazionismo cattolico, a quello culturale o giovanile,
professori universitari e, soprattutto, tanti lavoratrici e lavoratori
che vivono la precarietà. Ciò ha permesso elaborazioni, analisi e
proposte, contenute nel documento del coordinamento Contro la precarietà
e per una flessibilità sicura, costruite non solo su basi teoriche ma
misurate sull’esperienza quotidiana.
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